Analisi di un passaggio di consegne clinico per capire come funziona il processo di comunicazione

Un passaggio di consegne può contenere l’informazione corretta e produrre comunque un’azione sbagliata. È il punto controintuitivo da cui partire per capire come funziona il processo di comunicazione: la trasmissione non termina quando qualcuno pronuncia una frase o aggiorna un documento. Termina quando il destinatario riceve il messaggio, lo interpreta nello stesso modo del mittente, ne conferma il significato e lo traduce nell’azione prevista.

Consideriamo un caso esemplificativo: una terapia è stata sospesa, ma al turno successivo viene eseguita perché la sospensione non è diventata operativa nella consegna. Non serve cercare subito chi abbia sbagliato. Conviene trattare l’episodio come una scatola nera e seguire l’informazione a ritroso, dall’azione finale fino alla frase originaria.

Come funziona il processo di comunicazione durante una consegna

Il processo parte da un mittente che seleziona un contenuto e lo codifica in parole, sigle, annotazioni o campi informatici. Il messaggio attraversa poi un canale: colloquio a voce, cartella, foglio di turno o altra registrazione operativa. Il destinatario deve accedervi, riconoscerne la rilevanza, interpretarlo e confermare di avere compreso. Solo dopo arriva l’azione.

Tra un passaggio e l’altro si aprono interfacce fragili. Un dato può essere registrato ma non richiamato nella consegna orale; può essere ascoltato ma considerato secondario; può essere compreso senza che venga assegnato un responsabile. Per questo la domanda utile non è soltanto «l’informazione c’era?», ma «in quale punto ha smesso di guidare il lavoro?».

La revisione narrativa pubblicata da InfermiereOnline il 15 gennaio 2025 rileva che il lavoro d’équipe e i fattori comunicativi influenzano l’efficacia del passaggio di consegne, richiamando Tun et al. (2019). Maglione, su Recenti Progressi in Medicina nel 2021, definisce la comunicazione inefficace nel passaggio di consegne una criticità clinicamente rilevante. Anche lo studio del 2017 sulla comunicazione tra professionisti nella gestione del paziente complesso, DOI 10.4081/itjm.q.2017.1, colloca il problema nell’interazione tra più figure, non nel semplice trasferimento di una frase.

Sette fermate a ritroso dall’azione errata alla frase originaria

1. L’azione eseguita

Il punto di partenza è ciò che è accaduto: la terapia sospesa è stata trattata come ancora attiva. Documento disponibile: la registrazione dell’attività o della somministrazione. Informazione persa: lo stato di sospensione. Controllo mancato: il confronto immediatamente precedente tra attività programmata e indicazione clinica aggiornata.

Qui si vede l’esito, non necessariamente l’origine dell’errore. Fermare l’analisi su chi ha compiuto l’ultima azione significa confondere il punto visibile con il punto di rottura.

2. La conferma che non c’è stata

Prima di agire, il destinatario avrebbe potuto ripetere l’informazione decisiva: «Confermo che la terapia risulta sospesa e non deve essere eseguita fino alla rivalutazione». Documento disponibile: la lista o il modulo usato per la consegna. Informazione persa: l’esito della verifica. Controllo mancato: il read-back, cioè la ripetizione del messaggio da parte di chi lo riceve.

Un cenno, un «va bene» o una firma generica dimostrano al massimo che il passaggio è avvenuto. Non provano che il contenuto critico sia stato compreso.

3. L’interpretazione

Il destinatario potrebbe avere letto «sospendere» come indicazione temporanea già superata, oppure avere associato la nota a un’altra fase della terapia. Documento disponibile: l’annotazione clinica consultata durante il turno. Informazione persa: la validità operativa della sospensione. Controllo mancato: una formulazione che specifichi condizione, durata e criterio per l’eventuale ripresa.

Ricevere le stesse parole non garantisce di attribuire loro lo stesso significato. Le ambiguità diventano particolarmente pericolose quando il contesto è distribuito tra documenti diversi.

4. La ricezione

La frase può essere stata pronunciata mentre il destinatario consultava altri dati, rispondeva a una richiesta o non aveva ancora aperto la documentazione pertinente. Documento disponibile: il foglio o riepilogo di consegna. Informazione persa: la priorità del cambiamento terapeutico. Controllo mancato: la verifica esplicita che tutti i destinatari necessari fossero presenti e attenti nel momento del passaggio.

Essere fisicamente presenti non equivale ad avere ricevuto ogni parte del messaggio. La ricezione va accertata, soprattutto per variazioni che modificano un’attività già pianificata.

5. Il canale scelto

La sospensione può trovarsi nella cartella, mentre il turno in ingresso lavora inizialmente su un riepilogo non aggiornato. Oppure può essere comunicata soltanto a voce, senza un riferimento consultabile in seguito. Documento disponibile: la versione della consegna effettivamente usata. Informazione persa: l’allineamento tra i canali. Controllo mancato: una fonte operativa identificata e aggiornata prima del cambio turno.

Due canali non raddoppiano automaticamente la sicurezza. Se riportano stati differenti, generano una scelta implicita su quale fonte ritenere valida.

6. La codifica del messaggio

La frase originaria potrebbe essere stata compressa in «terapia da rivedere». Per chi la scrive, il contesto è evidente; per chi subentra, non è chiaro se si tratti di una sospensione, di un controllo o di una modifica futura. Documento disponibile: la nota sintetica compilata dal mittente. Informazione persa: l’azione richiesta. Controllo mancato: l’uso di una struttura che separi situazione, contesto, valutazione e raccomandazione.

7. Il mittente e la frase originaria

All’inizio della catena qualcuno disponeva dell’informazione decisiva. La frase poteva essere corretta ma incompleta: «Questa terapia è sospesa». Documento disponibile: l’indicazione originaria e il suo orario di registrazione. Informazione persa: chi dovesse aggiornare la consegna, chi dovesse verificare e fino a quando valesse la disposizione. Controllo mancato: l’assegnazione nominativa della responsabilità e di una scadenza.

La ricostruzione mostra così che l’errore non coincide per forza con un’omissione totale. Può nascere nello spazio tra informazione espressa, informazione riconosciuta e compito reso operativo.

Usare SBAR per trovare il campo rimasto vuoto

La griglia SBAR consente di controllare la consegna senza affidarsi alla sola memoria narrativa. I quattro campi sono Situation, Background, Assessment e Recommendation. Applicati al caso, fanno emergere subito ciò che manca:

  • Situation: qual è il cambiamento attuale? La terapia risulta sospesa.
  • Background: qual è il contesto necessario per interpretarlo? Va richiamata l’indicazione registrata e la condizione che mantiene valida la sospensione.
  • Assessment: qual è lo stato verificato al momento della consegna? Occorre controllare che documentazione e strumenti operativi riportino la stessa informazione.
  • Recommendation: che cosa deve fare il destinatario, entro quando e con quale responsabilità? Senza questa parte, il messaggio resta descrittivo.

SBAR non sostituisce il giudizio professionale e non corregge da solo documenti disallineati. Offre però una sequenza riconoscibile: se un campo è vuoto, la consegna non è ancora pronta per essere chiusa.

Riscrivere la consegna perché diventi un’azione verificabile

La stessa comunicazione può essere formulata così: Situation: «La terapia indicata risulta sospesa». Background: «La sospensione è riportata nell’indicazione clinica vigente e resta valida fino a nuova valutazione». Assessment: «Nel riepilogo di turno la terapia compare ancora tra le attività previste; i due strumenti non sono allineati». Recommendation: «Il professionista nominato aggiorna il riepilogo e verifica lo stato prima dell’orario programmato. Il collega in ingresso non procede senza avere controllato l’indicazione vigente».

Segue il read-back: «Ripeto: terapia sospesa, riepilogo da aggiornare, verifica affidata al responsabile indicato entro la scadenza concordata; nessuna esecuzione prima del controllo». Il mittente conferma oppure corregge. A quel punto risultano espliciti contenuto, responsabile, termine e criterio di verifica.

Per prevenire il ripetersi dell’errore, la revisione deve quindi controllare quattro elementi: coerenza dei documenti, completezza SBAR, conferma del destinatario e assegnazione dell’azione. Se ci si limita a raccomandare maggiore attenzione, l’interfaccia difettosa resta al suo posto. Al passaggio di turno successivo, la stessa informazione potrà interrompersi di nuovo, magari senza lasciare un segnale evidente prima dell’azione.

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Di Mario Lorenzutti

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