Quando si tratta di occhi, la confusione sulle figure professionali è quasi la regola. Molti chiamano “oculista” chiunque misuri la vista, altri pensano che l’ottico e l’optometrista siano la stessa persona. Capire chi fa cosa, invece, aiuta a rivolgersi subito al professionista giusto e a risparmiare tempo, denaro e preoccupazioni.
L’oculista è un medico chirurgo specializzato in oftalmologia: è l’unica figura che può diagnosticare e curare le malattie dell’occhio, prescrivere farmaci e operare. Cataratta, glaucoma, infezioni, patologie della retina: per tutto ciò che è malattia, il riferimento è sempre lui.
L’ottico è l’artigiano dei dispositivi: realizza, monta e vende occhiali su prescrizione. L’optometrista misura la funzione visiva — refrazione, visione binoculare, affaticamento — e determina la correzione più adatta. Il contattologo, infine, è lo specialista delle lenti a contatto: studia la forma della cornea e la qualità delle lacrime per progettare lenti che l’occhio possa tollerare per ore, comprese quelle su misura per i casi complessi come il cheratocono.
In Italia esistono realtà in cui queste competenze convivono e collaborano con i medici oculisti del territorio. Un esempio è lo studio bergamasco Contattologia Professionale — Studio Roberto Mazzoleni, specializzato nelle applicazioni difficili — cornee irregolari, esiti di trapianto, ortocheratologia notturna — che riceve pazienti da tutta Italia proprio perché il confine tra le professioni è rispettato con rigore: la correzione al contattologo, la patologia al medico.
Il consiglio pratico è semplice. Se hai un dolore, un rossore che non passa o un calo improvviso della vista, prenota una visita oculistica senza aspettare. Se invece vedi male da lontano o da vicino, gli occhiali non ti soddisfano o vorresti passare alle lenti a contatto, un buon optometrista o contattologo è il punto di partenza giusto — e saprà lui indirizzarti al medico se qualcosa non lo convince. Gli occhi sono due, e per tutta la vita: affidarli alle mani giuste, per ogni esigenza, è la prima forma di prevenzione.